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La resa di Mastella. «Sconfitto, prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo» rinuncia a candidarsi. Il leader dell’Udeur, che ha fatto cadere il governo Prodi dopo gli arresti domiciliari della moglie, si sente vittima di «una costante e manipolata disinformazione con la pubblica opinione, determinata da una scientifica operazione di linciaggio morale contro di me, costruita mediaticamente, politicamente e giudiziariamente».

Si sente un «uomo nero», «ho retto finché ho potuto», dice ancora, ma adesso getta la spugna. Nemmeno Berlusconi lo ha voluto nella sua coalizione, e quindi «ho deciso di non candidarmi al parlamento italiano». A quanto pare, lascia aperto qualche spiraglio per candidature locali, ma almeno per questa legislatura, a Roma non lo vedremo. Per la prima volta dopo 32 anni.

Tra chi si sente “vittima” di una campagna elettorale «truccata», c’è anche Enrico Boselli, leader dei Socialisti che se n’è andato dalla registrazione della puntata di Porta a Porta di giovedì sera. «Questa è una campagna che si svolge con regole truccate – ha detto – e voglio esprimere ai telespettatori la mia protesta». Pronunciate queste parole, Enrico Boselli, si è alzato e ha lasciato la trasmissione.

Era la prima trasmissione a cui era invitato da due mesi a questa parte, ricorda: «I socialisti sono stati cancellati dalla campagna elettorale, non siamo stati invitati né ad AnnoZero né a Matrix né a Ballarò né a Primo piano né a Tv 7 né a Trenta minuti e oggi il Corriere ha pubblicato un sondaggio sulle intenzioni di voto dove ci sono partiti come la Rosa Bianca e i Radicali che non ci sono più perché sono in altre formazioni, ma non c'è il Ps».

Poi, uscito dallo studio, ha improvvisato una manifestazione davanti alla sede Rai di via Teulada, insieme ad un gruppo di esponenti del partito, complici della “sfuriata”.


Pubblicato il: 06.03.08
www.unita.it/view.asp?IDcontent=73520



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