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Messaggio Iniziale
santapazienzauno

07/12/2010 22:46
Riportato dal sito dei tdgonline


Intervista ad una assemblea in Giappone - Gary Wong

E’ stato chiesto ad una sorella in assemblea di raccontare come era venuta alla verità.

Desiderava studiare la Bibbia con i Testimoni di Geova ma prima doveva ottenere il consenso di suo padre.
Egli faceva parte della mafia giapponese ed era un uomo molto crudele. La mafia era conosciuta per la sua crudeltà e brutalità.
Ad esempio invece di uccidere una persona la sfiguravano o la mutilavano causando danni a vita. Quando lei chiese a suo padre di studiare con i Testimoni, lui rispose "NO".
Non avrebbe mai permesso che sua figlia studiasse con questa gente. La ragazza tentò di spiegare ciò che poteva rappresentare per lei, ma il padre ignorò le sue suppliche. In seguito dopo svariati tentativi il padre finì per dire alla figlia che se studiare era cosi importante per lei doveva essere pronta a rinunciare a qualcosa.
Lei fu d'accordo: Così suo padre decise che il prezzo consisteva nel farsi tagliare un dito.
La ragazza tentò di farlo ragionare, ma si rese conto che quello era l'unico modo per studiare quindi accettò!
Suo padre le tagliò un dito della mano destra ed ella poté iniziare a studiare.
Dopo un certo periodo volle iniziare ad assistere alle adunanze e di nuovo chiese il permesso al padre, la risposta fu di nuovo che doveva sacrificare un dito. Lei fu d'accordo e il padre le tagliò il medio.
La ragazza fece progressi fino ad arrivare al battesimo ma la situazione era immutata e il padre le ricordò il prezzo da pagare e le fu tagliato l'anulare della stessa mano.
La ragazza era comunque riconoscente a Geova perché stava per battezzarsi perciò non si preoccupava del sacrificio.

Il fratello che la intervistava le chiese:
"Ora che il tempo è passato tuo padre prova rimorso per ciò che ti ha fatto?"
Ella rispose: "Perché non chiederlo a lui stesso... E' qui per battezzarsi oggi"
Il padre salì sul podio, abbracciò sua figlia e piangendo disse che si sentiva molto in colpa per averla fatta soffrire in un modo così crudele.
Il fratello chiese alla sorella se provava odio o rabbia per il male subìto e lei rispose:
"Se occorrevano 3 dita perché mio padre diventasse un fratello, allora ne valeva la pena".

Che ne dite? Anche voi avete gli occhi lucidi! vero?
Questa esperienza è utile a tutti noi che siamo nati nella verità o che siamo testimoni da tanti anni, che forse senza volerlo a volte prendiamo per SCONTATO tutto quello che abbiamo solo perchè non abbiamo dovuto sacrificare un dito per averlo e perchè li abbiamo sempre avuti! Ricordiamo che siamo privilegiati, e che nulla può valere più della nostra relazione con Geova e l'onore di far parte del suo popolo proprio NULLA.





Ultime Risposte
Babila il grande

08/12/2010 19:50
Re:
santapazienzauno, 07/12/2010 22.46:

Riportato dal sito dei tdgonline


Intervista ad una assemblea in Giappone - Gary Wong

E’ stato chiesto ad una sorella in assemblea di raccontare come era venuta alla verità.

Desiderava studiare la Bibbia con i Testimoni di Geova ma prima doveva ottenere il consenso di suo padre.
Egli faceva parte della mafia giapponese ed era un uomo molto crudele. La mafia era conosciuta per la sua crudeltà e brutalità.
Ad esempio invece di uccidere una persona la sfiguravano o la mutilavano causando danni a vita. Quando lei chiese a suo padre di studiare con i Testimoni, lui rispose "NO".
Non avrebbe mai permesso che sua figlia studiasse con questa gente. La ragazza tentò di spiegare ciò che poteva rappresentare per lei, ma il padre ignorò le sue suppliche. In seguito dopo svariati tentativi il padre finì per dire alla figlia che se studiare era cosi importante per lei doveva essere pronta a rinunciare a qualcosa.
Lei fu d'accordo: Così suo padre decise che il prezzo consisteva nel farsi tagliare un dito.
La ragazza tentò di farlo ragionare, ma si rese conto che quello era l'unico modo per studiare quindi accettò!
Suo padre le tagliò un dito della mano destra ed ella poté iniziare a studiare.
Dopo un certo periodo volle iniziare ad assistere alle adunanze e di nuovo chiese il permesso al padre, la risposta fu di nuovo che doveva sacrificare un dito. Lei fu d'accordo e il padre le tagliò il medio.
La ragazza fece progressi fino ad arrivare al battesimo ma la situazione era immutata e il padre le ricordò il prezzo da pagare e le fu tagliato l'anulare della stessa mano.
La ragazza era comunque riconoscente a Geova perché stava per battezzarsi perciò non si preoccupava del sacrificio.

Il fratello che la intervistava le chiese:
"Ora che il tempo è passato tuo padre prova rimorso per ciò che ti ha fatto?"
Ella rispose: "Perché non chiederlo a lui stesso... E' qui per battezzarsi oggi"
Il padre salì sul podio, abbracciò sua figlia e piangendo disse che si sentiva molto in colpa per averla fatta soffrire in un modo così crudele.
Il fratello chiese alla sorella se provava odio o rabbia per il male subìto e lei rispose:
"Se occorrevano 3 dita perché mio padre diventasse un fratello, allora ne valeva la pena".

Che ne dite? Anche voi avete gli occhi lucidi! vero?
Questa esperienza è utile a tutti noi che siamo nati nella verità o che siamo testimoni da tanti anni, che forse senza volerlo a volte prendiamo per SCONTATO tutto quello che abbiamo solo perchè non abbiamo dovuto sacrificare un dito per averlo e perchè li abbiamo sempre avuti! Ricordiamo che siamo privilegiati, e che nulla può valere più della nostra relazione con Geova e l'onore di far parte del suo popolo proprio NULLA.









Agiografia mistificatoria di leggende metropolitane geoviste.
Ci si confonde -volutamente - con la prassi mafiosa della Yakuza che utilizza la pratica dell'amputazione del mignolo (Yubizume)come gesto riparatore.

Nel caso riportato da riparare c'è solo il cervello. [SM=g27828]
Con una bella lobotomia (ammesso che sia ancora permessa).



Blumare369

08/12/2010 14:25
La religione è un cancro del cervello. Più si è religiosi più si è pericolosi. Una persona molto religiosa è in grado di sacrificare se stessa o il proprio partner o i propri figli. Nel segno della croce miglia di persone si sono uccise o hanno ucciso. Ma anche sotto la mezza luna è così. Un credente è un suicida o un amicida in pectore. Nelle giuste condizioni (seppure eccezionali) diventa un suicida o un amicida.
Claudio Cava

08/12/2010 01:58
Re:
kelly70, 08/12/2010 1.48:

Mi chiedo come si fa ad avere il coraggio di vantarsi di queste cose.

[SM=x789069]



La letteratura cristiana ne e' piena.

Fanno passare le loro aberrazioni mentali dovute alla vocazione al martirio per sublimazioni spirituali.

Convinti che cio' li porti in Paradiso.

Speriamo ci siano anche i manicomi, in Paradiso.

Ciao
Claudio
kelly70

08/12/2010 01:48
Mi chiedo come si fa ad avere il coraggio di vantarsi di queste cose.

[SM=x789069]
spirito!libero

08/12/2010 00:16
Re:
santapazienzauno, 07/12/2010 22.46:

Riportato dal sito dei tdgonline


Intervista ad una assemblea in Giappone - Gary Wong

E’ stato chiesto ad una sorella in assemblea di raccontare come era venuta alla verità.

Desiderava studiare la Bibbia con i Testimoni di Geova ma prima doveva ottenere il consenso di suo padre.
Egli faceva parte della mafia giapponese ed era un uomo molto crudele. La mafia era conosciuta per la sua crudeltà e brutalità.
Ad esempio invece di uccidere una persona la sfiguravano o la mutilavano causando danni a vita. Quando lei chiese a suo padre di studiare con i Testimoni, lui rispose "NO".
Non avrebbe mai permesso che sua figlia studiasse con questa gente. La ragazza tentò di spiegare ciò che poteva rappresentare per lei, ma il padre ignorò le sue suppliche. In seguito dopo svariati tentativi il padre finì per dire alla figlia che se studiare era cosi importante per lei doveva essere pronta a rinunciare a qualcosa.
Lei fu d'accordo: Così suo padre decise che il prezzo consisteva nel farsi tagliare un dito.
La ragazza tentò di farlo ragionare, ma si rese conto che quello era l'unico modo per studiare quindi accettò!
Suo padre le tagliò un dito della mano destra ed ella poté iniziare a studiare.
Dopo un certo periodo volle iniziare ad assistere alle adunanze e di nuovo chiese il permesso al padre, la risposta fu di nuovo che doveva sacrificare un dito. Lei fu d'accordo e il padre le tagliò il medio.
La ragazza fece progressi fino ad arrivare al battesimo ma la situazione era immutata e il padre le ricordò il prezzo da pagare e le fu tagliato l'anulare della stessa mano.
La ragazza era comunque riconoscente a Geova perché stava per battezzarsi perciò non si preoccupava del sacrificio.

Il fratello che la intervistava le chiese:
"Ora che il tempo è passato tuo padre prova rimorso per ciò che ti ha fatto?"
Ella rispose: "Perché non chiederlo a lui stesso... E' qui per battezzarsi oggi"
Il padre salì sul podio, abbracciò sua figlia e piangendo disse che si sentiva molto in colpa per averla fatta soffrire in un modo così crudele.
Il fratello chiese alla sorella se provava odio o rabbia per il male subìto e lei rispose:
"Se occorrevano 3 dita perché mio padre diventasse un fratello, allora ne valeva la pena".

Che ne dite? Anche voi avete gli occhi lucidi! vero?
Questa esperienza è utile a tutti noi che siamo nati nella verità o che siamo testimoni da tanti anni, che forse senza volerlo a volte prendiamo per SCONTATO tutto quello che abbiamo solo perchè non abbiamo dovuto sacrificare un dito per averlo e perchè li abbiamo sempre avuti! Ricordiamo che siamo privilegiati, e che nulla può valere più della nostra relazione con Geova e l'onore di far parte del suo popolo proprio NULLA.








mah... non so chi dei due è più pazzo..
Blumare369

07/12/2010 23:01
La fede in Dio, in un qualunque Dio o setta, è uno stato mentale che in certe condizioni può portare a cose folli. Quando io dico che chi crede ha un problema mentale evidentemente sono nel giusto.

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